Chiusura CASELLA POSTALE

Comunichiamo che in data odierna abbiamo disattivato l’indirizzo di CASELLA POSTALE (nº 249, Savona).
Dai prossimi giorni tutta la corrispondenza in arrivo alla suddetta C.P. verrà rimandata al mittente.

Quindi è molto importante, fino a nuove indicazioni, che chiunque volesse inviarci materiale ci contatti previamente via mail.

Saluti libertari da Savona,
FuoriControllo

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Solidarietà a Fra!

cena-benefit-pive

Francesco “Pivello” si trova dal 22 novembre scorso agli arresti domiciliari, accusato di devastazione e saccheggio per gli scontri avvenuti a Roma il 15 ottobre 2011.
“Devastazione e saccheggio”, la cui pena va dagli 8 ai 15 anni, è un reato introdotto durante il ventennio fascista con il Codice Rocco, e oggi viene sempre più spesso utilizzato come arma repressiva contro chi pratica l’azione diretta. Non possiamo dimenticarci le condanne in cassazione relative ai fatti di Genova 2001 e le più recenti condanne in primo grado ad altri imputati per la manifestazione del 15 ottobre 2011.
La repressione ha colpito Francesco per la sua militanza e l’attiva partecipazione alle lotte.

Solidarietà a Fra!
Solidarietà a tutti i compagni colpiti dalla repressione!

FRANCESCO LIBERO! LIBERI TUTTI!

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GIOVEDI 24 GENNAIO
PRESIDIO SOLIDALE! FRANCESCO LIBERO!
ORE 17.30
PIAZZA SISTO IV, SAVONA

VENERDI 1 FEBBRAIO
CENA BENEFIT
S.M.S. CIANTAGALLETTO (SAVONA)
PIZZE, FARINATE, FOCACCE, DOLCE, CAFFE
OFFERTA MINIMA 15€.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (ENTRO LUNEDI 28). Contatti: fuoricontrollo@inventati.org OPPURE 340.3066567
Se sei vegetariano/vegano, avvisaci!

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FRANCESCO ‘PIVELLO’ LIBERO!
SOLIDARIETÀ A CHI SI RIBELLA AL CAPITALISMO E AI SUOI ORRORI!

Francesco è un amico e compagno, attivo da anni su tutti i fronti caldi della lotta contro il capitalismo ed il suo sistema di sfruttamento ed oppressione. Dalla resistenza popolare in Val Susa ed in Valpolcevera contro il delirio del TAV, alle lotte per la casa e le occupazioni a Genova, dalla difesa della Margonara nella nostra città fino all’Antifascismo militante, Francesco non ha mai risparmiato impegno generoso e determinazione.
Per la sua militanza Francesco è uno degli arrestati del 22 novembre scorso e da due mesi è costretto agli arresti domiciliari. Da Digos e Ros è accusato, insieme ad altri 4, di devastazione e saccheggio, resistenza a pubblico ufficiale nella giornata di lotta mondiale del 15 ottobre 2011. A Roma oltre un anno fa esplose la rabbia popolare e spontanea contro le politiche “lacrime e sangue” che il sistema economico-capitalista
propugna nel tentativo di prolungare la sua agonia, tutto a scapito del proletariato e della dignità futura di giovani e non.
Quella manifestazione di oltre duecentomila persone si concluse con scontri e cariche durissime contro i manifestanti, centinaia di feriti ed i folli caroselli dei blindati dei carabinieri lanciati tra la folla in rivolta.
Francesco è stato colpito dalla repressione perché senza paura ha sempre manifestato le proprie idee e con il suo agire si è radicalmente opposto ad un sistema pronto a “digerire” quasi tutto: perché mentre non tollera oppositori reali, utilizza quelli apparenti a proprio vantaggio.
Oggi l’accusa che gli è rivolta prevede una condanna molto pesante e lo Stato, spaventato dai molti fuochi di rivolta che si accendono un po’ ovunque, mostra la sua natura brutale e cerca di usare la repressione (e le accuse a Francesco) come un monito a tutti quelli che si ribellano al suo ordine costituito. Ordine fatto di manganellate dispensate a dosi massicce nelle piazze, militarizzazione dei territori, espropri, mentre il sistema capitalista pretende di continuare a farci subire nocività, inquinamento e consumo delle risorse naturali e collettive ad uso
speculativo.
Francesco può guardare a testa alta i suoi nemici perché non si è piegato alle minacce di un sistema senza futuro che tuttavia continua ad opprimerci tutti cercando di farci sprofondare nel baratro con sé… ma non è finita qui!

La nostra solidarietà va a lui come amico e compagno con il massimo disprezzo per i vari responsabili della sua situazione attuale che lo costringe lontano dai nostri occhi ma sempre vicino al cuore. Pive tieni duro!

LIBERTÀ PER FRANCESCO E PER TUTTI GLI ARRESTATI!
Amici e Compagni Savonesi contro la repressione

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SQUALI ALLA MARGONARA

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L’ULTIMA ERA

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Domenica 27 maggio – Bocciata 2012

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3 marzo – DjSet Benefit

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Sabato 18 febbraio – Gli arditi del popolo!

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RIAPERTURA BIBLIOTECA LIBERTARIA “FUORICONTROLLO” @ RUDECLUB

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LA VALSUSA È OVUNQUE!

TANTI OCCHI HANNO VISTO.

TANTE BOCCHE RIFERIRANNO.

 

Noi il 3 luglio eravamo a Chiomonte. Eravamo tra i 70.000 che hanno cercato di riprendersi il presidio NO TAV, la Libera Repubblica della Maddalena, attaccata una settimana prima da 2.500 poliziotti e carabinieri a colpi di ruspa, manganello e migliaia di lacrimogeni. A proposito di quelli che la violenza non la praticano… Come individui dotati di coraggio e dignità ci siamo difesi da nubi di gas irritanti e cancerogeni, lacrimogeni sparati indiscriminatamente ad alzo zero contro le teste delle persone con l’intento di fare del male e scoraggiare chi ha l’orgoglio di manifestare le proprie idee… Eppure nessuno si è tirato indietro, come dice lo slogan LA VALSUSA PAURA NON NE HA! E alcuni di noi c’erano anche cinque anni fa, a Venaus, quando ci riprendemmo, in 30.000, il sito del vecchio cantiere per l’Alta Velocità. Questa lotta popolare, che ha visto il sostegno e l’impegno diretto e partecipe di forze variegate e molteplici, dagli anarchici ai pensionati della valle – e non solo – resiste da oltre quindici anni.

 

Il nostro obiettivo è dare una testimonianza, questa sera, della imprevista, e imprevedibile per molti, compattezza e coesione che ha caratterizzato la giornata del 3 luglio. Giornata che resterà alla storia come e più di quelle del G8 genovese, perché – diversamente da quelle giornate di 10 anni fa – in Val Susa né la repressione né le menzogne mediatiche sono riuscite ad indebolire la lotta: né durante né dopo la battaglia.

Si sta svolgendo in questi giorni il campeggio NOTAV a Chiomonte: la Valsusa resiste con la determinazione di sempre ed il sostegno ancora più ampio di persone di ogni dove. Siamo tanti, siamo forti e siamo uniti. Facciamo paura. E lo sappiamo. Perché quell’opera inutile, dannosa e arrogante è stata riconosciuta come tale da una massa critica di persone che vivono in quel territorio, questo sta portando ad una presa di coscienza diffusa sui metodi del sistema, sulla corruzione e la malavita che determinano le linee politiche ed economiche di una nazione.

Mentre la volontà e i bisogni delle persone sono calpestati senza scrupolo in nome della crisi economica e degli interessi di una oligarchia di privilegiati.

 

Ora il passaggio che tutti insieme dobbiamo fare è trasportare questo tipo di capacità critica in altri contesti, in altri territori: a Savona esiste un problema che riguarda un’area geografica molto ampia, ben al di là dei confini provinciali: la Centrale a Carbone Tirreno Power di Vado Ligure da decenni compromette la salute di tutti nel nome dell’interesse di pochi, per perseverare in un modello di sviluppo illimitato che ci sta portando ben oltre baratro… verso la catastrofe! Altro che progresso e (presunta) occupazione. Il progetto di realizzare un nuovo blocco per la produzione di energia elettrica in sovrappiù, viene propinato da più parti come un’occasione di crescita economica mentre l’unico incremento reale sarebbe quello delle dannose polveri di carbone liberate nell’ambiente e dell’incidenza del tumore alle vie respiratorie (già oggi su livelli spaventosi).

 

C’è un altro caso significativo di lotta popolare che ha riguardato la nostra città: l’opposizione alla costruzione del porto turistico nell’area della Margonara che avrebbe fatto scempio dell’ultimo tratto di costa non sepolto dal cemento a levante della città. Questa esperienza di lotta, autorganizzata, che ha coinvolto individualità e gruppi anche molto eterogenei e diversi tra loro è lì a testimoniare la fondatezza delle nostre idee… il porto non si farà!

Alla faccia dei vari poteri economici e politici che avevano proposto questo progetto, incuranti dell’interesse collettivo!

 

Il nostro futuro non può prescindere dalla presa di coscienza di quello che ci accade intorno e delle troppe nocività (per la nostra salute, il pensiero libero e il principio di autodeterminazione) che ci vogliono imporre, pretendendo il nostro rassegnato silenzio. Quello che non avranno mai.

 

LA VALSUSA È OVUNQUE!

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE FUORICONTROLLO – SAVONA

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TORNEO DI CALCIO ANTIRAZZISTA 2011

FUORICONTROLLO è lieto di presentare la 4º edizione del TORNEO DI CALCIO ANTIRAZZISTA SAVONESE
che si terrà SABATO 25 GIUGNO nell’ormai consueto campo in terra battuta di SANT’ERMETE (Vado Ligure).

Le partite inizieranno alle ore 14 e proseguiranno per tutto il pomeriggio. AthleticFuoriControllo, AmiciDelMediterraneo, RadioTrafiko, DinamoCaruggi, MojitoCG, RifugiatiPolitici, Usei e MCC le squadre che parteciperanno quest’anno.

Il TORNEO ANTIRAZZISTA è una forma di pratica solidale autogestita che prevederà un momento di confronto sul tema del razzismo e degli strumenti per fronteggiarlo, pertanto tutte le persone che hanno a cuore la questione sono garditi ospiti e protagonisti della giornata.

Per raggiungere il campo: da Vado seguire per Valle di Vado/Segno per circa 3 Km, arrivati alla società di S.Ermete (appena dopo il viadotto autostradale) svoltare a sinistra per la stradina in salita, dopo 200 metri troverete il campo.

http://liguria.indymedia.org/node/7462

COMUNICATO STAMPA

Le esperienze precedenti sono state gratificanti per il clima che si è creato fra le persone che hanno giocato, esultato e imprecato sul terreno di gioco ma anche per le numerose che hanno partecipato attivamente senza indossare la tenuta da gioco, discutendo, scherzando, tifando, preparando cibi e bevande, facendo foto e mettendo musica o anche solo guardandosi intorno.

Il torneo del 2011 nasce per continuare quello che negli scorsi anni si è creato ovvero una realtà di socialità informale e diretta che chiama in causa le individualità senza bisogno di gerarchie, status sociale, categorie arbitrarie per differenziare le persone.

Chi vuole partecipare sa che incontrerà individui con testa e cuore ovvero dotati di pensieri, idee, sogni propri e unici… diversi per orientamento politico e prospettive sull’esistente, alcuni religiosi altri atei, donne, uomini, bambini, ragazzi e anziani con gusti e prefrenze soggettive in ogni campo della vita; diversi per etnicità e provenienza.

Soltanto gli intolleranti non sono mai stati presenti, autoesclusi da un’esperienza che richiede volontà, intelligenza e rispetto per se stessi e gli altri.
Questa è la nostra risposta al razzismo che si declina in forme sempre mutevoli e complesse ma nella sostanza è sempre rappresentato dal rifiuto e dal disprezzo verso chi è “altro”, dall’aggressività a danno di chi è diverso.

Non esiste modo migliore dell’autorganizzazione per condividere spazi ed esperienze, per lottare contro l’oscena rappesentazione del razzismo che siamo costretti a subire ogni giorno in molteplici forme.
Nel corso degli anni abbiamo assistito ai deliri paranoici e fascisteggianti di chi disinfetta i treni frequentati dai migranti, al rammarico di parlamentari che per il momento non possono sparare sui migranti ma sperano in futuro di poterlo fare (in modo legale… ovviamente). Abbiamo ascoltato gli ipocriti di turno simulare dolore per la morte di centinaia di migranti affogati nel Mediterraneo mentre il giorno dopo (come quello precedente) servono lo stato nel legiferare e reprimere l’immigrazione, costringendo così persone ad affrontare viaggi in condizioni disperate per poi marchiarli con la definizione di clandestini.

Non esistono clandestini ma persone con pari fisicità, umanità ed esigenze irrrinunciabili al di là del luogo di nascita e provenienza, non esistono minacce ad un presunto benessere da difendere con l’uso di deterrenti come i Centri di Identificazione ed Espulsione (veri e propri campi di prigionia dello stato intorno ai quali lo stato stesso ha attivato un’economia dello sfruttamento e della repressione).
Non accettiamo l’indifferenza diffusa e le battute sarcastiche che hanno segnato gli omicidi razzisti di questi anni e le cacce all’uomo tacitamente accettate dalle istituzioni come quella disgustosa di Rosarno.

Siamo dalla parte di chi si ribella alla realtà attuale, solidali e complici con i migranti di ogni latitudine e con chi in questi anni ha lottato contro le leggi sull’immigrazione e i CIE, accusato pretestuosamente di “associazione a delinquere” e perseguitato perchè si oppone al razzismo con l’azione e la pratica quotidiana.

Consapevoli del fatto che i razzisti di oggi potranno essere i migranti di domani: individui che muoiono in mare e che vengono privati della loro libertà, dei loro affetti, picchiati per le strade e maltrattati o sfruttati nei campi e nelle officine, o utilizzati dalle mafie!

Il TORNEO ANTIRAZZISTA è una forma di pratica solidale autogestita che prevederà un momento di confronto sul tema del razzismo e degli strumenti per fronteggiarlo, pertanto tutte le persone che hanno a cuore la questione sono garditi ospiti e protagonisti della giornata.

Come per le passate edizioni è previsto un momento conviviale e la premiazione finale.

Il campo di S.Ermete, spartano e dal classico fondo in terra battuta si presta all’atmosfera della giornata: genuina, informale e solidale!
Le partite proseguiranno per tutto il pomeriggio, fino alla finale nella serata, tutte senza arbitro per consapevole scelta organizzativa ormai collaudata.

Potrete trovare sul posto ristoro, bevande, grigliata finale.

A seguire musica e dibattito su esperienze dirette di migrazioni e razzismo.

Per raggiungere il campo: da Vado seguire per Valle di Vado/Segno per circa 3 Km, arrivati alla società di S.Ermete (appena dopo il viadotto autostradale) svoltare a sinistra per la stradina in salita, dopo 200 metri troverete il campo.


C.D. “FUORI CONTROLLO”
C.P. 249 – 17100 – SAVONA
fuoricontrollo@inventati.org

http://fuoricontrollo.noblogs.org

- ATTUALMENTE SENZA SEDE
VIA CHIAVELLA 3R HA CHIUSO

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